Pubblicato per BookBlog, 13 maggio 2014.

Nel Centro di protagonismo giovanile Cartiera di via Fossano é parcheggiata una bicicletta. Forse Stefano Bruccoleri l’ha utilizzata per arrivare fin qui. É stata la sua compagna di “non” viaggio per oltre 27.000 chilometri di strada percorsi da nomade per tutta Italia in cerca di un equilibrio interiore. Il “non” viaggio nasce dal buco nero delle sue perdite, quando lo sfratto, l’abbandono e la morte dei suoi cari lo hanno risucchiato tutto di un colpo ma rilanciato inaspettatamente alla riscoperta di sé. Un giorno ha deciso di montare in sella e lasciarsi tutto alle spalle senza darsi una meta: il “non viaggio” comincia. Stefano sceglie di iniziare a scrivere per fare ordine e andare alla scoperta della sua identità. Con un fazzolettone al collo -simbolo del suo essere stato scout- ci racconta di quando piantava tende, viveva in case occupate e scopriva nuove realtà di vita fino a diventare uno “scrittore per necessità”. Dopo aver sconfitto “il drago dell’alcool” e aggiustato bici in una ciclo-officina bolognese, ora sente di aver trovato la “serenità”, non tra le mura di una casa, ma in una rete di relazioni coltivate in un parco. La sua educatrice Francesca legge al pubblico alcuni estratti dei suoi precedenti diari, da uno di questi in particolare emerge il suo bisogno di ricostruirsi attraverso il contatto umano: é alla fermata di quei pullman che non passano mai che trascorre molte delle sue giornate da “barbone in affitto” e che trova il suo cinema preferito. Scorrono davanti ai suoi occhi colpi di fulmine e incontri che, da vaghi approcci, si rivelano storie straordinarie. Ha scoperto quella che é per lui la sobrietà: “riuscire a cambiare mentre il mondo si ostina a rimanere se stesso”. Con il sostegno degli esperti e dei nuovi amici a cui si é affidato, si regalato “La chiocciola letteraria”: un chiosco che traina per le piazze vendendo i suoi libri, ma non solo, un rifugio di libertà in cui dedicarsi alla scrittura. “L’allevatore di farfalle” é nato proprio qui, dopo che la fatica e il disordine hanno ceduto il posto al bello. Tutto ciò che ha affrontato ci insegna che partecipare alla vita é rischioso e fragile come il volo di una farfalla, ma perché non tentare?

Alice Dominese

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